TRIGGER POINTS E FATTORI NUTRIZIONALI

Aggiornato il: mar 21


Durante la terapia dei trigger points vanno opportunamente considerati anche i fattori nutrizionali dagli studi scientifici sappiamo che nel 90% dei pazienti con dolore cronico muscolo-scheletrico è stato riscontrato un deficit di vitamina D (Plotnkoff, 2003); il deficit di alcune vitamine del gruppo B (B1, B6, B12) può aumentare la stanchezza, l’affaticamento e, quindi, la formazione dei TrP.

Un deficit da vitamina C può perpetuare la presenza dei TrP.

Anche livelli ai limiti inferiori del normale di magnesio e zinco possono contribuire all’istaurarsi dei MTrP, così come è stato rilevato che il 10% della popolazione con sindromi dolorose croniche della miofascia potrebbe essere carente di ferro (Simons et al., 1999); livelli sierici di ferro 15-20 ng/ml possono essere importanti (Gerwin et al., 2004).

Il deficit di estrogeni e ormoni tiroidei, può avere un impatto sull’ambiente endoplasmatico, portando un incremento dello sviluppo dei TP e/o loro della cronicizzazione (Lowe e Honeyman, 1998). L’allergia e/o l’ipersensibilità possono avere un effetto di potenziamento della MPS (Brostoff, 1992).

L’acido folico può cambiare sufficientemente l’ambiente interno endoplasmatico, aumentando lo sviluppo e la cronicizzazione dei TrP.

Le infezioni virali croniche, da funghi e/o parassiti possono aumentare la probabilità che si formino TrP (Ferguson e Gerwin, 2014). 

Livelli diminuiti  di citocromo ossidasi sono comuni nei pazienti con mialgia, in associazione a stanchezza, senso di freddo, estremo affaticamento negli esercizi e dolore muscolare.

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